Videosorveglianza illecita sui luoghi di lavoro: il divieto del Garante |
|
| Sabato 14 Gennaio 2012 08:20 |
|
Con una serie di recenti provvedimenti il Garante della privacy ha dichiarato illecito l’uso del sistema di videosorveglianza installato in alcuni luoghi di lavoro, quali un’amministrazione pubblica, un’azienda privata e due strutture sociosanitarie. In tutti e quattro i casi, le videocamere di sorveglianza erano state installate in violazione dello Statuto dei lavoratori, che vieta il controllo a distanza dei dipendenti, e della normativa in materia di protezione dei dati personali. L’intervento del Garante, sollecitato da alcuni cittadini, ha sancito l’illiceità del trattamento di dati effettuato e ha pertanto reso inutilizzabili le immagini riprese in violazione di legge. In particolare, nel provvedimento nei confronti di una casa di risposo l’uso delle telecamere installate nell’area dove i dipendenti timbrano il cartellino è stato vietato definitivamente. Negli altri tre casi, il Garante ha inibito l’uso delle telecamere collocate presso gli accessi ai luoghi di lavoro, in attesa dell’eventuale attuazione delle procedure previste dallo Statuto dei lavoratori (accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, o autorizzazione della Direzione provinciale del Lavoro). Nel motivare i divieti il Garante ha ribadito che il controllo a distanza dell’attività lavorativa si configura anche qualora la sorveglianza non sia a carattere continuativo o le telecamere siano segnalate da cartelli: per essere in regola nell’installazione di telecamere occorre comunque e sempre rispettare le procedure stabilite dallo Statuto a tutela dei lavoratori. |

