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Pubblicato Venerdì, 19 Giugno 2009 16:45
Tante cose si sono dette contro Twitter, il microblogging e i social network in generale, ad esempio che compromettano la capacità di discernimento nei confronti degli eventi, perché sono troppo rapidi nei loro meccanismi di funzionamento e non danno il tempo di ragionare, arrivando persino a modificare gli stili di vita. Secondo alcuni studiosi, l'uso eccessivo delle reti sociali agisce sugli stessi sistemi cerebrali sensibili a sostanze stupefacenti, disturbi alimentari e all'assuefazione al gioco d'azzardo. Alcuni giorni fa, infine, l’ultimo allarme lanciato da Tony Neate, ex agente di polizia e direttore generale di Get Safe Online, il gruppo che in Gran Bretagna promuove dal 2005 la sicurezza dei cittadini su Internet: ‘Chi usa troppo Twitter può diventare facile bersaglio di svaligiatori di case’. Da Londra, infatti, da un recente sondaggio è emerso che gli utenti tendono a scrivere nei loro messaggi troppi dati personali, come orari di uscita, dove si trovano in un preciso momento, per quanto tempo resteranno fuori casa o persino gli appuntamenti in agenda. Queste notizie possono essere lette in tempo reale da chiunque sia registrato al sito di Twitter e il pericolo è che si possa attirare anche l’attenzione di eventuali ladri che facilmente potranno organizzare i loro tempi d'azione. Un ladro saprebbe benissimo quando l'utente preso di mira è in casa oppure no. Se un malintenzionato volesse seguire una ragazza, saprebbe benissimo come e dove agire. Alcuni giorni fa, ad esempio, dei ladri hanno rubato in casa di un signore residente in Arizona dopo aver letto dalla pagina Web del microblog che lui e la sua famiglia erano fuori casa per una vacanza e che non sarebbero tornati fino a una certa data. E' ovvio che non si può dare una colpa a Twitter di tutto questo, ma va ricordato che che la miglior protezione dalla tecnologia è semplicemente farne un uso sensato e razionale. I buoni esempi non mancano: i social network si rivelano utili non solo per mantenere contatti personali amichevoli, ma anche per creare iniziative di partecipazione attiva. Basti vedere come si sono moltiplicate online quelle per coinvolgere i giovani nella politica: durante la recente campagna elettorale, anche Twitter è stato scelto da istituzioni e candidati per chiamarli alle urne.
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