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19 | 05 | 2012
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Tecnologia: attenti ai cellulari in auto, raddoppiano le emissioni

Roma - L'auto è il posto peggiore dove usare il cellulare, perche' le emissioni elettromagnetiche dei cellulari raddoppiano. Telefonando a bordo dell'auto siamo infatti esposti quasi al doppio di emissioni. In velocita' o con scarsa copertura il cellulare aumenta l'emissione di onde per tenere la linea. Le misurazioni parlano chiaro: l'abitacolo si comporta come una "gabbia di Faraday", ovvero una sorta di contenitore che, pur essendo realizzato in materiale conduttore, non lascia uscire le onde emesse dal cellulare. E' quanto risulta da un'inchiesta condotta da "Auto oggi", il settimanale Aci Mondadori diretto da Saverio Villa, in edicola col nuovo numero. Non esistono ancora dati riconosciuti universalmente sugli effetti a lungo termine sul corpo umano, ma i test effettuati dal settimanale insieme all'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra) che fa capo al Ministero dell'Ambiente) hanno svelato alcuni aspetti preoccupanti. "L'attuale scenario della normativa italiana -spiega Maria Logorelli dell'Ispra- ha come riferimento il concetto di 'evitare con prudenza'. Infatti, anche in assenza di un'accertata connessione causa-effetto tra esposizione e conseguenze di natura sanitaria, a livello nazionale si tende sempre e comunque a tenere in debita considerazione il rischio connesso". I vincoli italiani sono molto più stringenti di quelli europei, infatti per frequenze pertinenti ai telefoni cellulari per legge non si possono superare i 20 Volt/metro (grandezza direttamente proporzionale ai Watt/kg), anche se il consiglio e' quello di stare in ambienti con campi magnetici meno potenti di 6 Volt/metro. In città, al di fuori dell'auto, in zone con una buona copertura di rete, e' stata rilevata in prossimità dell'orecchio dei pedoni un'esposizione alle onde elettromagnetiche di 14,9 V/m al picco, e sui 5,6 V/m alla stabilizzazione del segnale. All'interno dell'auto, invece, i valori registrati, con il telefonino vicino all'orecchio, sono stati rispettivamente di 21 e 10 V/m: vale a dire quasi il doppio. E "Auto oggi" ha effettuato i test anche in campagna, dove il cellulare segna una sola tacca di ricezione. Qui la sonda, all'interno dell'abitacolo, ha rilevato un valore di ben 23 V/m, che e' salito addirittura a quota 54 nei primi quattro secondi di chiamata. In autostrada, dove il cellulare "salta" da un ripetitore all'altro, con il telefono all'orecchio durante la guida, pratica peraltro illegale, si viaggia sui 15 V/m con picchi di 26 V/m. Anche se non maneggiano spesso il cellulare, i bambini sono piu' vulnerabili degli adulti a causa della loro scatola cranica che ha pareti piu' sottili e quindi piu' permeabili alle onde. Quindi l'esposizione ai campi magnetici cambia a seconda del posto che i nostri figli occupano in auto. Simulando la presenza di un bambino sul seggiolino montato davanti, con il cellulare ospitato nella plancia, e' stato misurato un picco di 15 V/m all'arrivo di una chiamata, con uno stabilizzarsi del campo fra i 4 e gli 8 V/m durante la conversazione.La situazione migliora sensibilmente provando ad effettuare i rilevamenti nella zona posteriore. E' meglio quindi che il bambino sia lontano dal cellulare almeno 50-60 cm per far si' che subisca le emissioni con intensità assai minore.
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

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