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Pubblicato Giovedì, 27 Agosto 2009 10:59
Londra è la città al mondo che ha più investito in telecamere per il controllo cittadino, ma tutto ciò si è dimostrato poco utile alla polizia. Il sistema, costato circa 500.000 sterline, comprende 1.000 telecamere che hanno aiutato a catturare, nel giro di un mese, solo 8 degli oltre 200 individui sospettati di furto.
Recentemente a Londra si è verificato quello che probabilmente passerà alla storia come il più grande furto britannico, compiuto ai danni della gioielleria Graff. I volti dei due malviventi sono stati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso, ma nonostante questo, il caso non è stato ancora risolto.
Come una specie di Grande Fratello, un occhio elettronico onnipresente che riprende in continuazione tutto quello che accade in ogni angolo della città, i videosistemi, nel nome della sicurezza, si sono aggiudicati l' approvazione generale degli inglesi. Ora però, che queste tecnologie si sono dimostrate inefficaci, si sono sollevate delle polemiche, sottolineando anche il problema dell' invadenza delle videocamere in termini di privacy.
Eppure la polizia di Londra difende i sistemi di videosorveglianza e non li mette in discussione come strumento. Semmai fa un mea culpa sul modo in cui sono stati utilizzati. «Le telecamere a circuito chiuso continuano a essere uno strumento cruciale di investigazione e di prevenzione- chiarisce un portavoce della polizia - ma può essere fatto qualcosa di più per migliorare la loro efficacia». Insomma, non bastano gli occhi elettronici se quelli umani non sono sufficientemente pronti. E non basta la tecnologia senza le risorse umane.
Il Corriere Delle Sera
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