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19 | 05 | 2012
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Sicurezza: a Erba 17 telecamere nelle vie principali

Cittadini, turisti, semplici ospiti, sappiate che da oggi a Erba c’è qualcuno che vi guarda. Incessantemente, 24 ore su 24, lungo la via, fuori dai negozi, all’uscita dai ristoranti. Il comune reso celebre suo malgrado dalla strage dell’11 dicembre 2006 è adesso all’avanguardia della tecnologia, con un “Grande Fratello” composto da ben 17 occhi - altri 13 ne arriveranno entro i prossimi 12 mesi - costati oltre 140mila euro, che sorveglieranno quasi tutti gli angoli della città. riprendendo e registrando ogni evento per almeno sette giorni. Tutto materiale poi a disposizione - in caso di bisogno - delle forze dell’ordine e, all’occasione, della magistratura. L’impianto di videosorveglianza è stato presentato il 13 giugno in municipio dal sindaco Marcella Tili e dall’assessore alla Sicurezza, Claudio Ghislanzoni, davanti ai rappresentanti delle forze dell’ordine - carabinieri, guardia di finanza e polizia locale - e alla stampa. Il progetto prevede 17 telecamere disposte in diversi punti della città, divise tra nove “dome” - ovvero in grado di ruotare di 360° - e otto fisse. I punti controllati dall’occhio “mobile” sono l’Agenzia delle Entrate in corso XXV Aprile, la piazza della stazione, piazza Vittorio Veneto, via Turati (all’intersezione con la Provinciale), via Diaz (quella della strage), piazza Mercato, all’angolo tra via Volta e via XXV Aprile, oltre al municipio e al parco Mainoni. Con uno zoom in grado di poter leggere la marca del pacchetto di sigarette tenuto in mano da un cittadino. Le telecamere fisse sono invece in funzione sempre nella piazza del Comune (due), al Tribunale di Erba (tre) e tra il Monumento ai Caduti e il teatro all’aperto Licinium (ben quattro installazioni).
Inevitabile l’interrogativo sulla privacy dei cittadini, a cui l’assessore Ghislanzoni replica: «Le immagini raccolte dalle telecamere (con la tecnologia wireless, ndr) verranno trattate nel rispetto delle norme dettate dal Garante. Verranno utilizzate solo per motivi di ordine pubblico, non potranno essere conservate per più di sette giorni, potranno essere visionate solo da soggetti autorizzati (ovvero dalle centrali di raccolta dati nella caserma dei carabinieri e nella stazione della polizia locale, ndr) e sono stati installati cartelli che avvisano della presenza delle telecamere». Inoltre è stato previsto l’oscuramento sugli schermi delle aree di proprietà privata. In caso di malfunzionamento di un “occhio”, inoltre, il sistema invierà immediatamente un messaggio alla ditta installatrice che per quattro anni ha garantito la manutenzione «con un risparmio per le casse del Comune - sottolinea l’assessore - che abbiamo stimato in 20mila euro».
Ma quanto è costata l’intrusione nella vita pubblica degli erbesi' Il conto presentato al municipio è stato di 143.612 euro, di cui 110mila reperiti tra le risorse di bilancio. Dalla Regione Lombardia sono arrivati 20.999 euro («Un contributo che in futuro speriamo possa essere maggiore», ha sottolineato la Tili) e altri 20mila euro tra banche - la Bcc di Alzate Brianza e la Hypo Bank - e anche un condominio privato. Il Bennet ha invece fornito al sistema i 4 monitor da 50 pollici attraverso i quali carabinieri e polizia locale potranno controllare 24 ore su 24 le immagini inviate dalle telecamere.
Il progetto del Comune di Erba però non è finito qui: entro l’anno prossimo verranno installati altri 13 occhi chiamati a vigilare sulle vie della città, per una spesa ulteriore di 120mila euro. «La nostra intenzione è puntarle sulle frazioni e sulle vie di accesso a Erba - ha concluso l’assessore alla Sicurezza - Ma non è escluso possano essere allargate anche ai comuni confinanti che vogliono combattere la microcriminalità. Richieste in tal senso ne sono già giunte». Insomma, writers, rapinatori, truffatori e ladri, sappiate che da ieri qualcuno vi guarda. Anche a costo di sacrificare l’intimità della vita pubblica degli altri erbesi. La sicurezza, del resto, val bene una “sbirciatina” negli affari altrui.

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