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19 | 05 | 2012
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Roma, aumentano i furti nelle chiese. La comunione? Mai senza la borsetta

ROMA - Prova, prova: «Nonne siete avvisate: non lasciate la borsetta e gli oggetti personali sul banco quando venite a fare la comunione». La voce di don Gaetano Saracino risuona nel microfono dall’altare della chiesa del Santissimo Redentore a Valmelaina. Non è un avvertimento divino piuttosto un più pratico «attenti ai ladri», dentro e fuori la parrocchia. «Sono costretto a mettere in guardia, specie le persone anziane, perché è successo che qualcuno è stato assediato e rapinato all’entrata da qualche zingarello, così dico loro di stare attenti». Ma non c’è pace nemmeno durante la funzione, anzi. Don Gaetano lo ripete sempre: «Portatevi le borsette appresso...».
I furti sono in aumento, in molte chiese romane.

Torna a dare l’allarme, preoccupato, don Gaetano: «Lotto anche con i furti nei bussolotti delle offerte, ci trovo dentro il fil di ferro con attaccate la carta con la colla o la calamita... Rubano calici, sottraggono soldi, a volte mi apposto anche io, venerdì scorso l’ho beccato». Un signore, un insospettabile, non di zona, tiene a mettere in chiaro il parroco. «Ma che devo fare per proteggere le persone? Mettere le telecamere? Una guardia giurata?». Intanto un servizio di vigilanza, «diciamo di custodia», c’è: «lo fanno le nonnine, per fortuna, ma lei capisce? si mette un po’ a repentaglio anche la loro incolumità...». Insomma come in una grande famiglia si fa tutto da soli. E finisce che don Gaetano chiede aiuto alle stesse che poi mette in guardia.
«Il problema c’è. Gli episodi sono quotidiani: furti, gente che s’introduce nei nostri ambienti (ma non sono gli ospiti della mensa, precisa il parroco). E qualcosa bisognerà fare per difendersi, razionalizzare l’apertura per esempio».

Dice di essersi arreso monsignor Giovanni Maria Pittorru, rettore di Sant’Agata in Trastevere, spesso costretto in passato a ricorre ai carabinieri per allontanare sbandati e ladruncoli: «La sicurezza non è migliorata, mi sono rassegnato, è tutto inutile se le autorità non ascoltano». Anche qui «vecchiette abbastanza turbate, ripetuti tentativi di furto, con il ragazzo che sta in sacrestia minacciato perché cerca di impedirli...». Anche lui durante la messa ha un gran da fare. Oltre a invitare le persone a non lasciare le borse incustodite, butta un occhio verso i banchi: «Io mentre do’ la comunione controllo e se vedo qualcosa di strano dico al microfono “lascia stare la borsa”, “dove vai”, cosa fai”. E’ un teatro».
Santa Lucia a piazzale Clodio. Don Cristiano, collaboratore parrocchiale spiega che «negli ultimi mesi i furti, messi a segno o meno, sono aumentati. Nelle cassette delle offerte troviamo scotch, gomme americane, stratagemmi con cui provano a rubare qualche soldo. E spesso troviamo le banconote strappate». Sono le suore che si accorgono dei ladruncoli. «Le sentiamo gridare “venite, venite”, noi chiamiamo la polizia ma il più delle volte sono già scappati».

Tempo fa nella parrocchia di Santa Lucia hanno cercato di rubare addirittura un quadro della Madonna. Se n’è accorta una suora, è riuscita a bloccare il ladro col viso coperto da un casco, mentre aspettava un complice. Il quadro era già stato avvolto in un lenzuolo, l’uomo era quasi arrivato all’uscita. «Ora con il comando di via Teulada il nostro parroco ha predisposto un contatto più stretto, ci hanno chiesto di inoltrare, quando è possibile, comunque una denuncia», dice don Cristian. Perché a “guardie e ladri” ora si gioca in parrocchia.

Il Messaggero

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