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19 | 05 | 2012
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Rapine, giustizia fai da te e sentenza del giudice

MILANO - E' in corso questi giorni il processo d’appello contro Giovanni Petrali, un tabaccaio che oggi ha 75 anni. Il 17 maggio 2003 subì una rapina nella sua tabaccheria di piazzale Baracca: due rapinatori armati fecero il colpo e poi fuggirono verso via San Vittore. Petrali uscì dal negozio, li inseguì e sparò con la sua pistola: i due furono colpiti alle spalle. Alfredo Merlino, 20 anni, morì quasi subito. Andrea Solaro, di 24, rimase ferito. La sentenza in primo grado ha condannato il tabaccaio a un anno e mezzo di carcere per omicidio colposo, lesioni colpose e porto abusivo d’arma. Ora però il Pubblico Ministero ha chiesto una condanna a nove anni e mezzo per omicidio volontario e tentato omicidio. I due rapinatori, ha detto il PM, anche se responsabili di una atto drammatico e violento, non erano più aggressivi nei confronti del tabaccaio, avevano l’arma nei pantaloni e furono colpiti di spalle. La sentenza è attesa per il 23 marzo.

Le polemiche non mancheranno perché se è giusto che non ci si può fare giustizia da soli è altrettanto vero che la reazione scaturita da una situazione drammaticamente violenta non può essere scambiata per un lucido e freddo atto di volontà di vendetta ma più probabilmente ad un atto di eccessiva difesa.

Tuttavia saranno i magistrati a valutare la vicenda in base agli elementi a loro disposizione.

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