- Dettagli
-
Pubblicato Sabato, 28 Febbraio 2009 07:26

«Buongiorno, sono dei servizi sociali del Comune. Posso entrare? È questione di qualche minuto».

La truffa entra così, nell’abitazione di una pensionata di 82 anni. Una donna che vive sola, in via Ravaschieri, pieno centro di Chiavari, e che mai avrebbe immaginato che quella donna, italiana e ben vestita, potesse essere un’abile truffatrice. Penetrata nel suo alloggio con la peggiore delle scuse: quella di assisterla in alcune pratiche relative ad un progetto di assistenza gratuita che l’amministrazione le offriva. Ma animata invece dall’intento di sottrarre dalla casa dell’anziana denaro, gioielli e quant’altro che potesse avere un valore economico.
È accaduto l’altro ieri alle 10 del mattino. Il bottino della truffatrice senza cuore è di circa 3.500 euro: duemilacinquecento in gioielli, orologi d’oro e monili; il resto in contanti. L’altra mattina l’anziana sente il campanello della sua porta suonare. Prima di aprire l’uscio chiede prudentemente «Chi è?». Dall’altra parte le giunge la voce di una donna, che le parla in italiano, senza nessuna inflessione. La pensionata apre dapprima con la catenella inserita. Osserva l’interlocutrice: è ben vestita e le sorride. Nessun pericolo, nessuna minaccia avrà pensato. E invece... «Stiamo pubblicizzando un servizio di assistenza domiciliare “porta a porta”, del tutto gratuito, offerto dal Comune di Chiavari a tutti i cittadini anziani e che vivono soli».
«Entri entri, parliamo in salotto» ha risposto l’anziana, permettendo alla truffatrice di entrare. Dopo qualche minuto di conversazione la finta assistente chiede (e ottiene) di utilizzare i servizi igienici. Sta in bagno qualche minuto. Ed è in questo tempo che probabilmente penetra nella camera da letto dell’inquilina, senza che questa si accorga di nulla. Fruga, la ladra, negli effetti personali della donna, fino ad individuare il denaro e i gioielli. Poi finge di uscire dal bagno; si congeda con una scusa e si dilegua.
Solo dopo qualche decina di minuti l’anziana, entrando in camera da letto, si accorge del passaggio della truffatrice. Il cassetto del comodino rimasto aperto, qualche vestito finito a terra, e la busta porta documenti, che custodiva una somma in banconote pronta per una qualsiasi emergenza economica, inesorabilmente vuota. Alla donna non resta che denunciare il fatto ai carabinieri di Chiavari. Ai quali la vittima della truffa fornisce una descrizione piuttosto dettagliata della falsa assistente sociale: sui 45 anni di età, capelli lunghi di colore castano, abbigliamento sobrio ma elegante. Nazionalità presumibilmente italiana. Le indagini degli inquirenti sono iniziate proprio con il raffronto fra questa descrizione e le donne pregiudicate per reati di furto e truffa residenti nella zona.
Le autorità ribadiscono che è sempre meglio chiedere conferma, al telefono, di visite a domicilio da parte di incaricati dell’amministrazione, e di aziende di erogazione di beni e servizi. Alla signora sarebbe bastata una telefonata in Comune per smascherare la truffatrice.
Il Secolo XIX