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Pubblicato Mercoledì, 22 Luglio 2009 10:02
Sicurezza? Oltre un romano su due è convinto che nell´ultimo anno la situazione nella capitale sia peggiorata. Nonostante le ordinanze e i provvedimenti anticrimine del sindaco Alemanno il 50,7% dei cittadini pensa che la criminalità sia aumentata, il 43,8% che sia rimasta ai livelli precedenti.
Non solo: tra le preoccupazioni principali i residenti del Lazio non indicano l´immigrazione e gli stranieri, ma la criminalità, la delinquenza, il lavoro e la disoccupazione, segno che la crisi economica mette molto più paura dei clandestini. A disegnare "La geografia delle paure", questo il titolo dell´indagine, basata su un campione di più di mille intervistati distribuiti in tutto il Lazio, sono stati i ricercatori della facoltà di Scienze della comunicazione della Sapienza per conto della Regione. «Altro dato importante emerso dall´indagine - spiega la coordinatrice Gaia Peruzzi - è che il 72,1% degli intervistati è contrario alle ronde. Ben viste invece le telecamere negli spazi pubblici: molto utili per il 36,8%, abbastanza utili per il 44,1%».
«L´opinione pubblica non vuole risposte demagogiche, ma istituzionali - dichiara l´assessore regionale alla Sicurezza Daniele Fichera - Va spezzata la spirale che dall´allarmismo produce solo altro allarmismo». «La paura è influenzabile - dice il preside della facoltà Mario Morcellini - risente delle congiunture. La crisi economica, per esempio, modifica la graduatoria degli indicatori di paura. Vuol dire che si può lavorare sulla paura per ridurla anziché per fomentarla».
La maggior parte degli intervistati si dimostra aperta verso i temi dell´immigrazione. Il 64,7% nega che gli immigrati tolgano il lavoro agli italiani, l´82% sostiene che tra loro c´è molta gente onesta che ha voglia di lavorare, il 67,9% pensa che gli immigrati sono assai spesso vittima di falsi pregiudizi e discriminazioni. Ma il 69% chiede che nelle graduatorie pubbliche per case popolari e servizi sociali gli italiani siano favoriti. «Questo perché la distribuzione dei costi e dei benefici è asimmetrica - dice Fichera - La badante che lavora ai Parioli è un beneficio, ma la stessa badante a Guidonia che supera nelle graduatorie per i servizi sociali i beneficiari di un tempo viene vista come una minaccia. Allora bisogna cominciare a pensare a fare salvi i diritti acquisiti, attraverso un surplus di risorse che mantenga inalterati i livelli di servizio».
La Repubblica
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