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19 | 05 | 2012
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Carabinieri, Generale Siazzu: ''Nel 2008 oltre 95 mila arresti e 457 latitanti catturati''

Roma - Il "generoso impegno" assicurato nel 2008 dai carabinieri italiani si è concretizzato in oltre 95mila arresti, 380mila persone denunciate all'autorità giudiziaria e 457 latitanti arrestati. E' stato il generale Gianfrancesco Siazzu, comandante generale dell'Arma dei carabinieri a fornire le cifre dell'attività operativa dell'Arma nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'Anno accademico alla Scuola ufficiali carabinieri, svoltasi alla presenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, del ministro della Difesa Ignazio La Russa, del ministro dell'Interno Roberto Maroni e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e del presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick.

Le chiamate al numero di emergenza 112 sono state circa 6 milioni. Tra i ricercati arrestati, ha ricordato Siazzu, spiccano i nomi di Pasquale Condello, Giuseppe Coluccio e Patrizio Bosti, tutti inseriti nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi. A questi, il 14 gennaio scorso, si è aggiunto il superlatitante della camorra Giuseppe Setola. Circa un miliardo e mezzo di euro è l'ammontare dei patrimoni illeciti sequestrati alla criminalità, in netto aumento rispetto al 2007.

Siazzu ha poi sottolineato come "i mutati parametri demografici e urbanistici" accentuano la "legittima aspirazione" dei cittadini ad una migliore qualità della vita, "ancora frequentemente insidiata dal crimine di strada e da invasive e talvolta cruente violazioni dei domicili privati". Per questo motivo l'Arma ha inviato sul territorio in un anno oltre 4 milioni e mezzo di pattuglie, "in aumento del 2,8% rispetto al 2007". Per quanto riguarda il terrorismo, la minaccia "rimane alta ma è cresciuta significativamente la capacità di vigilanza e controllo, con il partecipe coinvolgimento -ha aggiunto il generale Siazzu- delle forze di polizia, delle forze armate e delle agenzia di informazione".

A questo proposito il ministro La Russa ha ricordato i buoni risultati ottenuti con la decisione di inviare pattuglie miste di carabinieri e militari delle forze armate nei grandi centri urbani per la prevenzione della criminalità. Una misura, ha osservato, che "ha avuto una grande risposta da parte dell'opinione pubblica, accrescendo la percezione della sicurezza", al punto che ora il progetto è quello di estendere l'esperimento "a tutte le città italiane che avranno bisogno della presenza delle pattuglie". Dalle città metropolitane ai più piccoli centri fino alle missioni all'estero, i militari dell'Arma rappresentano quindi "un baluardo sicuro per la libertà, una garanzia per le istituzioni democratiche, una vera e propria eccellenza dell'Italia". "Sono dei veri eroi quotidianiche, anche nei paesi più sperduti rappresentano visivamente lo Stato, l'Italia nel senso più nobile unendo l'umanità all'intransigenza e al rispetto della legge", ha detto La Russa.

Proprio sulle missioni all'estero e sull'impegno dell'Arma nella Striscia di Gaza, si è soffermato Silvio Berlusconi. "Abbiamo dato la nostra disponibilità, ma non si è ancora arrivati a delle richieste. Penso che ci saranno rivolte prossimamente", ha affermato il premier che sull'aspetto umanitario della questione ha detto: "Abbiamo preso in carico molti bambini che abbiamo posizionato in ospedali con medici italiani. Dieci in Italia, non vittime di questa guerra, ma affetti da malattie che lì non venivano ben curate. Questa mattina mi hanno assicurato che verranno salvati".

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