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19 | 05 | 2012
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Brevetti: studio su Science, ecco perche' frenano l'innovazione

Roma - Piu' invenzioni se aboliamo i brevetti. Il sistema ultra centenario dei brevetti frena infatti l'innovazione e, per stimolare nuove idee, bisognerebbe abolirlo a favore di un nuovo metodo di retribuzione per gli inventori. Questa la conclusione a cui giunge lo studio "Promoting intellectual discovery: patents versus markets" condotto da Debrah Meloso dell' Universita' Bocconi, con Jernej Copic della Ucla e Peter Bossaerts di Caltech, pubblicato su Science.

Secondo i ricercatori, un sistema dove gli inventori possono comprare e vendere sul mercato titoli dei componenti chiave delle loro scoperte supera infatti il sistema 'il vincitore prende tutto' dei brevetti nello stimolare curiosita' e creativita' intellettuale. Partendo dal presupposto che il sistema dei brevetti ha dei limiti dal momento che premia solo il primo, i ricercatori hanno ideato una serie di esperimenti per mettere a confronto il sistema dei brevetti e le forze di mercato sul modo in cui influenzano la propulsione delle persone ad inventare.

In particolare, riferisce l'Universita' Bocconi, "i ricercatori, hanno svolto l'esperimento noto come il 'problema dello zaino', 'the knapsack problem', in cui i partecipanti hanno un numero di oggetti superiore a quello che lo zaino puo' effettivamente contenere e la sfida e' trovare la soluzione per massimizzare il valore degli oggetti che si riesce ad inserire". Per vincere con il sistema basato sui brevetti era sufficiente indovinare la soluzione prima degli altri".

"I ricercatori hanno pero' notato -prosegue l'Ateneo italiano- che questo approccio disincentivava gli altri giocatori nella ricerca della soluzione. Nel sistema basato su un regime di libero mercato, invece, i partecipanti guadagnano quanto piu' sono in grado di individuare anche singole parti della soluzione del problema. Come in una borsa virtuale, infatti, i titoli dei singoli oggetti salgono o scendono di valore a seconda se fanno parte o meno della soluzione, ovvero se entreranno o meno nello zaino. Chi avra' acquistato titoli di uno o piu' oggetti contenuti nello zaino realizzera' quindi un guadagno, anche se non sara' stato il primo a individuare la soluzione".

I ricercatori hanno quindi calcolato che, con il sistema dei brevetti, solo il 17% dei partecipanti all'esperimento dello zaino raggiungeva la soluzione mentre con il sistema della borsa virtuale la percentuale saliva al 27% e i giocatori si impegnavano sempre di piu' nella ricerca di soluzioni diverse.

"Le persone sono consapevoli che le scoperte sono difficili e sono piu' motivate se sanno che i premi non sono esclusivamente per i primi" spiega Meloso, docente presso il Dipartimento di Scienze delle decisioni della Bocconi. "E la promozione di un numero piu' ampio di idee e di grande beneficio per la creativita' intellettuale e puo' essere stimolata tramite dei mercati creati su misura".

Secondo i ricercatori, infatti, per stimolare l'innovazione si potrebbe dunque pensare ad un sistema di retribuzione non piu' basato sui brevetti ma dove le persone detengono titoli dei componenti delle loro invenzioni. Per esempio, gli scienziati impegnati nello studio sulle celle a combustibile che pensano che il platino sia il migliore catalizzatore, potrebbero acquistare dei future sul platino nella consapevolezza che, una volta diventata di dominio pubblico la loro invenzione, il loro investimento crescerebbe di valore. "Il presupposto per il funzionamento di questo sistema -sottolinea la Bocconi- sarebbe l'introduzione di mercati per tutti gli oggetti potenzialmente componenti di scoperte future".

"Questo sistema -conclude l'Ateneo- lascerebbe cosi' intatta la motivazione di altri scienziati a continuare a lavorare ma premierebbe comunque i primi perche' acquisterebbero i titoli al prezzo minore. E non solo. Gli inventori sarebbero anche incentivati a divulgare al piu' presto le loro scoperte per fare crescere il valore dei loro titoli, accelerando cosi' lo sviluppo di applicazioni basate sulle nuove scoperte".

Adnkronos

 

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