Informazione e tecnologie sulla sicurezza della persona e del proprio patrimonio - Metrotec Service
19 | 05 | 2012
Menu Principale
Tecnologie
La sicurezza
Login

Asiago, telecamere del Comune hanno ripreso i rapinatori

ASIAGO - Le telecamere del Comune hanno ripreso la Jaguar X, modello Type, dei banditi che si dirige verso l'uscita del paese in direzione di Canove. Si vedono quattro persone a bordo e non c'è alcun altro veicolo che segue o anticipa la macchina dei fuorilegge che stanno scappando dopo avere assaltato in centro la villa della famiglia Vescovi, ferito i padroni Enrico e Nadia Rela, mentre il figlio Matteo ha partecipato alla colluttazione risolta dai malviventi dell'Est a colpi di pietra.
Il furto trasformatosi in rapina, che ha fruttato un bottino tra i 60 e 70 mila euro, è avvenuto intorno alle 3 e la "batteria" era composta da quattro persone: due hanno agito all'interno di "villa agli abeti" in stile liberty, gli altri facevano da pali all'esterno e sono intervenuti a dar manforte a complici quando uno di loro è stato immobilizzato da padre e figlio.
Sono proseguite anche nella giornata festiva le indagini dei carabinieri di Asiago e Thiene per dare un nome all'identikit che è stato disegnato dagli specialisti della scientifica grazie alle testimonianze delle vittime. In particolare, è stato riconosciuto quello che è stato definito il "piccoletto", che ha ferito la signora Rela.
Gli inquirenti sono moderatamente ottimisti, anche se l'ipotesi che prende corpo è quella della presenza di un basista ad Asiago che ha dato indicazioni alla banda di predoni notturni. Essi erano reduci da un doppio furto a Conco e avevano pianificato il raid anche nel centro dell'altopiano. Si sono mossi con spavalderia e tracotanza, senza prendere particolari precauzioni, e questo induce a un certo ottimismo gli investigatori. Soprattutto perché hanno lasciato tracce che sono già state isolate. Se i quattro sono già stati identificati in passato saranno individuati con certezza.
Gli sconosciuti hanno caricato tutta la refurtiva sulla Jaguar, che è stata rubata in provincia di Treviso un paio di settimane fa a Paese, con la quale si sono dileguati, magari verso un nascondiglio in zona.
I carabinieri hanno acquisito altri filmati di telecamere ad Asiago per visionarli e verificare il movimento della banda che si è mossa con criminale circospezione. È gente del mestiere perché ha dimostrato sangue freddo e anche nella fase più concitata ha agito con criminale arroganza. Sul fatto che fossero stranieri non ci sono dubbi. Sia perché le vittime sentendoli parlare hanno riconosciuto il loro accento sebbene si sforzassero di parlare in italiano, sia per le modalità di azione che sono tipiche dei malviventi dell'Est che da metà degli anni Novanta stanno marchiando il crimine notturno nelle nostre zone.
A coordinare le indagini dei carabinieri del capitano Piscitello è la procura di Bassano, che non appena avrà riscontri attendibili eseguirà la richiesta dell'ordinanza di custodia in carcere.
Sono partite anche le verifiche sul traffico telefonico delle cellule presenti sull'altopiano e attivate tra mezzanotte e le quattro per identificare i telefonini.
Certo, prima di arrivare alla svolta ci vorrà qualche tempo perché gli accertamenti non sono semplici e richiedono puntigliose analisi. Il primo obiettivo è quello di riuscire a ricuperare la Jaguar, all'interno della quale ci sono altre rispose agli interrogativi degli investigatori. «L'aumento della criminalità negli ultimi mesi nel nostro territorio lascia sgomenti - spiega il vicesindaco Roberto Rigoni, avvocato penalista - se si pensa alla natura di questi crimini che non colpiscono soltanto il patrimonio, ma anche le persone. Siamo disarmati perché questa gente è capace di entrarti in casa mentre dormi, di impossessarsi del tuo spazio personale e lì, dove ti senti al sicuro, possono mettere a repentaglio la tua sicurezza sino ad arrivare ad ucciderti». L'avv. Rigoni, che si occupa di queste problematiche, non si nasconde che «troppi sono ancora i crimini rimasti irrisolti nel nostro altopiano, troppo vulnerabili sono le nostre case, molto spesso isolate e ciò non può non fare emergere l'entità di un fenomeno evidentemente sottovalutato». Il vicensindaco analizza con realismo il fenomeno. «Contrariamente a quanto si possa pensare - aggiunge -, negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un forte decremento della criminalità locale; ciò ha rafforzato nell'opinione pubblica un sentimento di sicurezza che, di fronte alla recrudescenza degli ultimi mesi per mano straniera, non può non essere mutato radicalmente trasformandosi in consapevolezza di vulnerabilità». «Dinanzi a tali fenomeni si può agire garantendo un maggiore coinvolgimento e coordinamento tra le forze dell'ordine ma è altrettanto necessario che siano i cittadini ad assumere idonee misure prudenziali a proteggere le loro abitazioni ed a renderle maggiormente sicure.»

di Ivano Tolettini per Il Giornale Di Vicenza

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Ricerca personalizzata