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19 | 05 | 2012
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Arriva il software acchiappa banditi che “sente” gli odori

MILANO - Ha portato a segno trentatré rapine, le forze dell’ordine gli stavano alle calcagne dal 1999, eppure Ardian Muca, albanese di 38 anni, era sempre in libertà.

C’è voluto un sofisticato programma, di quelli da telefilm americani, per incastrarlo. Grazie all’innovativo software “Key crime” (Chiave del reato), un sistema che permette di catalogare i rapinatori seriali in base ad aspetto fisico, abitudini e persino l’odore, gli investigatori della sezione anti rapina della Squadra Mobile di Milano sono riusciti a ricostruire la sua lunga carriera criminale.

Il sistema
La Questura di Milano è la prima in Italia ad avvalersi di questo sofisticato software. Un programma “acchiappa-rapinatori” al quale gli esperti hanno lavorato dal 2007. Da alcuni mesi la polizia ne ha intensificato l’uso, affidandolo direttamente alla Mobile, e i risultati non hanno tardato ad arrivare. Il programma permette di prevedere le mosse dei rapinatori seriali: inserendo nel sistema le riprese delle telecamere di sorveglianza e i dati riguardanti i reati già commessi, è possibile mettere in evidenza le analogie e individuare il colpevole.

Ed è stato proprio utilizzando questo sistema gli investigatori dell’Anti-rapina sono riusciti ad attribuire ad Ardian Muca, ben 31 rapine in farmacia e due in banca in meno di un anno. L’uomo era noto alle forze dell’ordine da oltre dieci anni: era stato arrestato per sequestro di persona a scopo sessuale, rissa e furto. Ufficialmente era stato espulso nel 2008, e pochi mesi dopo era stato arrestato per non aver lasciato l’Italia, ma ben presto era uscito di prigione.

Modus operandi
Muca agiva sempre armato di pistola o taglierino. Dal luglio 2008, avrebbe accumulato un bottino di 23mila euro. Sempre identico il suo modus operandi: una «firma» che gli è costata la galera. E' bastato visionare i filmati delle ultime rapine per capirne i movimenti: gli uomini della quinta sezione della squadra Mobile lo hanno sorpreso, tre giorni fa, mentre stava effettuando un sopralluogo davanti a una farmacia in via Washington. Sono quattro le rapine che gli vengono, al momento, contestate: una in via De Angelis messa a segno il 16 aprile e tre realizzate nello stesso giorno, il 30 marzo scorso, in piazza Velasquez, via Pagliano e via Piero della Francesca.

«Key crime è un sistema eccezionale - ha detto Francesco Messina, capo della Squadra mobile di Milano - permette di estrapolare il Dna di un certo tipo di reato inserendo tutte le informazioni in nostro possesso». Dalla strada all'ora del reato, dalle testimonianze ai filmati, dalla descrizione fisica e abbigliamento di chi compie il reato alle vie di fuga dopo il colpo, tutto viene inserito e codificato. Ben 11 mila le informazioni «lette» dal programma: bastano tre secondi di filmato per fornire 60 indizi e arrivare così alla «firma» lasciata dal rapinatore. Il programma, invidiato anche dalla polizia americana, potrebbe presto essere utilizzato in tutta Italia.

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