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19 | 05 | 2012
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Anm: con ddl sulle intercettazioni piu' difficile indagare su mafia e terrorismo

Con la riforma delle intercettazioni messa a punto dal governo sara' sempre piu' difficile indagare sulla mafia. A lanciare l'allarme e' il segretario dell' Associazione Nazionale Magistrati Giuseppe Cascini,  nel corso della sua audizione in commissione Giustizia della Camera sul ddl intercettazioni. "Formalmente le indagini sulla criminalita' organizzata si possono fare - ha aggiunto Cascini - ma poi nella pratica questo si rivelerebbe impossibile visto che con il provvedimento del governo diventeranno intercettabili solo reati con condanne superiori ai 10 anni". E questo significa che "l'indispensabile strumento delle intercettazioni" non potra'
essere usato per tutta una serie di reati compiuti normalmente dai mafiosi come, ad esempio, la turbativa d'asta, l'estorsione ecc. ecc.". "A meno che - ha proseguito Cascini - non si voglia sostenere che la mafia sia solo narcotraffico e omicidio".

"Con questo ddl, ha poi - sottolineato  l'esponente dell'Anm - sara' impossibile intercettare i detenuti mafiosi quando telefonano in carcere o durante i colloqui con i familiari".

Cascini, nel corso della sua audizione in commissione Giustizia della Camera, ha ribadito anche la contrarieta' dell'Anm all'ipotesi di estendere il campo di applicazione delle intercettazioni preventive rispetto a quelle processuali. "Abbiamo espresso delle perplessita' molto serie - ha detto il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini - sull'ipotesi di ampliare il novero dei casi in cui sia possibile procedere con intercettazioni preventive a scapito delle intercettazioni processuali".

"Questa soluzione ridurrebbe le garanzie fondamentali dei cittadini e - ha affermato ancora il pm - contemporaneamente comporterebbe anche una drastica riduzione dei possibili accertamenti di gravi fatti illeciti". "Abbiamo ribadito  che l'Anm e' favorevole a una disciplina molto rigorosa sulla possibilita' di diffondere e di pubblicare intercettazioni telefoniche contenenti fatti non rilevanti per l'accertamento nel processo penale attraverso il meccanismo del filtro anticipato che esclude il materiale non rilevante da custodire in archivi riservati".

L'Anm ribadisce anche che "la riduzione della possibilita' di utilizzare lo strumento delle intercettazioni, determinerebbe oggettivamente la riduzione della capacita' di contrasto dei fenomeni criminali da parte di forze dell'ordine e magistratura".

"Riducendo il novero dei reati - conclude Cascini - e' nelle cose che si riduca anche la capacita' di indagare sulla mafia e sul terrorismo"

Rainews24

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